Ott27

La Festa dei vivi (che riflettono sulla morte)

Author // Giuliana Tammaro Categories // Art Giovedì, 27 Ottobre 2011

La Festa dei vivi (che riflettono sulla morte)
The Clay Club,1940. Photographer unknown

Halloween, Halloween, ma che senso c'hai d'esistere in Italia?

Non so. E comunque preferisco sempre il nome originale ovvero: "La festa dei morti".

In questa occasione un workshop molto particolare si terrà, almeno nella sua prima parte, a Venezia, più precisamente nel meraviglioso spazio della Serra dei Giardini.

E dunque, Microclima presenta:
La Festa dei vivi (che riflettono sulla morte) 2011 (seconda edizione)

Un laboratorio di scultura, un viaggio, un convegno, una festa.

Proposta di partecipazione:
Dal 30 ottobre al 3 novembre si svolgerà, fra la Serra dei Giardini di Venezia e San Cesario di Lecce un articolato e complesso workshop che rappresenterà la seconda edizione della “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)” un progetto di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce.


lucafausu
Ph Luigi Negro

30 e 31 ottobre
- laboratorio di scultura presso la Serra dei Giardini: tutti i partecipanti, singolarmente o in piccoli gruppi, riprodurranno l’opera Polipo di Ezechiele Leandro prelevata dal giardino-santuario della pazienza a San Cesario di Lecce; al termine del lavoro i partecipanti discuteranno sulle successive modalità di utilizzo ed esposizione delle sculture realizzate.

1 novembre - viaggio in pullman da Venezia a San Cesario di Lecce (durata prevista circa 12 ore); sul pullman si svolgerà un convegno sulle tematiche legate alla “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)” (programma degli interventi da definire). Pernottamento a San Cesario.

2 novembre - celebrazione della festa ed eventuale installazione delle sculture. Visita a Lu Cafausu e al Santuario della Pazienza e restituzione dell’originale di Ezechiele Leandro. Festa serale con musica scelta da un repertorio italiano di musica quasi dimenticata, a cura di Oh Petroleum e Luca F.

3 novembre - ritorno in pullman a Venezia.

Il costo di partecipazione, che include il laboratorio di scultura, il viaggio in pullman a/r e due pernottamenti a San Cesario di Lecce è di 40 Euro a persona.

I posti disponibili sono circa 40.

Per iscriversi mandare email con breve cv a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 15 ottobre 2011

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Lo scorso anno, il 2 novembre 2010, nell’ambito di “And And And”, un progetto curato da artisti che accompagna l’avvicinarsi di documenta (13) 2012, Fantin, Negro, Norese, Pietroiusti e Presicce, hanno proposto di trasformare la tradizionale Festa dei morti in una nuova celebrazione, la “Festa dei vivi (che riflettono sulla morte)”. Per l’inaugurazione di questa festa gli artisti hanno invitato tutti a partecipare al pellegrinaggio più breve e più lento del mondo, una festa e un pellegrinaggio per celebrare la vita. Una riflessione sulla morte come trasformazione, soglia, mistero, ma anche come necessario orizzonte di senso, nonché su tematiche come la morte vitale, l’attesa sulla soglia, la precarietà fisica, fluttuante, gradevole. Alle soste, durante le quali sono stati letti brani tratti da autori vari su questi temi, si sono alternati lentissimi avanzamenti a cui tutti i partecipanti hanno contribuito spingendo una barca, carica di libri e fiori.

Il pellegrinaggio, cominciato e finito a “Lu Cafauso” di San Cesario (Lecce), è stata anche l’occasione per una visita al “Santuario della Pazienza” e per un omaggio alla figura di Ezechiele Leandro.

Lu Cafausu è un luogo immaginario che esiste per davvero, anomalia architettonica ed esistenziale, sistema di potenzialità che produce metafore e narrazioni, perché non può essere definito senza provocare un nonsenso, perché esso è evidentemente portatore di una storia e di un qualche significato, ma nessuno sa esattamente quali siano.

Un luogo attorno a cui la morte aleggia ed è facilmente percepibile: la piccola e misteriosa costruzione potrebbe essere abbattuta da un giorno all’altro per lasciare spazio ad un parcheggio, oppure potrebbe letteralmente sbriciolarsi per la sua propria fragilità. Persino la sua trasformazione in monumento non sarebbe altro che una forma di ibernazione.

Il Santuario della Pazienza di Ezechiele Leandro (1905-1981) è uno straordinario esempio di giardino mistico, bosco di statue, tempio o cimitero, un irrappresentabile sito dell’espressione artistica di un autodidatta, un individuo fuori dagli schemi che hanno sempre distinto e tenuto separate alta e bassa cultura.

About the Author

Giuliana Tammaro

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Treviso, 22 marzo 1985.

Sono graphic designer e art director con competenze nel project managing e nell'editorial design.

Dal 2006 sviluppo e coordino progetti culturali e commerciali che coinvolgono diverse energie e professionalità.

Vivo e lavoro a Milano.

 


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