Nov30

I Mercoledì con la Venice Design Week: Giorgio Tartaro

Categories // BRANCHIE news, Design Mercoledì, 30 Novembre 2011

I Mercoledì con la Venice Design Week: Giorgio Tartaro
Per il terzo appuntamento de I Mercoledì con la Venice Design Week pubblichiamo l'intervista a Giorgio Tartaro, giornalista professionista che da anni si occupa di progetti per la comunicazione del design.

Intervista a cura di Benedetta Crippa, collaboratrice di BRANCHIE.
1) Dal suo punto di vista, qual è il rapporto tra design e scrittura?

Dunque. Ho fatto lettere e ho iniziato il mio lavoro scrivendo per riviste. Sono stato e sono direttore di giornale, ma non riesco a vedere la scrittura, oggi, che come un meraviglioso mondo resistente, ma superato, se non per eccelse vette letterarie. Voglio dire che il linguaggio video e il web, in questa "epoca di pazzi", per citare Battiato, catturano in modo più alto la mia attenzione e quella della comunità con la quale ho a che fare. La scrittura, intesa in forma di abstract, è soprattutto manifesto ed esercizio grafico.
L'sms, la chat e i messaggi di facebook hanno per sempre dichiarato una morte apparente della pagina di critica, perlomeno nella forma scritta...
Ciò non significa meno qualità. Significa sintesi, cambio di registro e prontezza di riflessi...

2) Quale dovrebbe essere il ruolo di una emittente televisiva che si occupa di design? E che cosa significa parlare di design nel contesto della televisione italiana?


Visto che siamo in un ambito universitario, di festival e di approfondimento, non posso che rispondere in termini teorici positivi e pratici negativi. La televisione di informazione, tematica, qualunque essa sia, si appiattisce sull'intrattenimento a scapito dell'informazione. Dopo anni (tanti), di serio lavoro di documentazione (oltre mille puntate) mi trovo a combattere con presunte dinamiche di ascolti, che portano alla deriva narrativa, quando non a quella di fiction, il serio lavoro di documentazione e critica del progetto.
Credevo di poter avere un ruolo di divulgazione, mi ritrovo ad incarnare un ruolo di stonato narratore.
Per tutto questo. Per i pochi che hanno capito, ritengo che la sola, vera piattaforma utile per un messaggio libero del progetto, sia il web. Dopo aver lavorato alla creazione di una seria comunità, tramite i social e piattaforme strutturate.



3) La nostra è una era “opaca”, così come l'ha definita Andrea Branzi, e che lascia alle sue spalle due momenti fondamentali della storia del design, dove i grandi maestri prima, e il “nuovo design” poi, sono stati i protagonisti. 
All'interno della disciplina, dove è da ricercare oggi la figura del “maestro”, inteso come mentore, mondo da osservare, figura di confronto e stimolo?

Una volta credevo che il maestro fosse l'amico critico e giornalista di due lustri meno giovane di me. Oppure il grande designer, coerente nel dichiarare il progetto quale meraviglioso "fallimento".
Oggi credo che il mio maestro sia una mitologica figura creata dalla somma di punti di riferimento. Non un individuo vero, ma la somma di individui mossi da passioni generali e competenze specifiche.

www.designweek.it

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